Una vittoria per iniziare col piede giusto. La Halley Matelica è tornata al lavoro con la carica giusta, quella che sa dare una vittoria di peso come quella di domenica scorsa contro la A9 Nardò. La soddisfazione traspare anche dalle parole del veterano del gruppo, Lorenzo Panzini.

«Oltre ai vari acciacchi e al fatto che la prima di campionato è sempre un’incognita, davanti avevamo una squadra forte come Nardò – rimarca il play biancorosso – Nardò ha un roster di alta classifica con giocatori come Fraga, Grassi, Bolis e Bartolozzi. Anche loro avevano un paio di assenze come Morciano e Poletti, noi ne avevamo tre ma siamo stati bravi a mettere per 40’ una buona intensità, pur commettendo diversi errori, come normale in questa fase. Dovremo essere bravi a limarli da qui in avanti, per raggiungere il massimo che può esprimere questa squadra».

Milosevic e Gay sono stati i grandi protagonisti, ma tutti hanno portato qualcosa alla causa. Compreso Panzini con le due triple da distanza siderale che hanno dato il la alla fuga finale. «Sicuramente siamo una squadra che può avere tanti protagonisti – evidenzia il regista vigorino – al completo abbiamo 10 giocatori che a turno possono salire in cattedra. Poi è chiaro che con Milo e Flavio abbiamo due riferimenti importanti, sono stati presi anche per questo, ma chiunque va in campo può essere importante. Le mie triple? Speriamo di andare avanti così, come negli anni scorsi, fino a fine stagione».

Terza stagione a Matelica per il classe 1991 di Ancona, ormai di casa ai piedi del San Vicino. «Sicuramente anche per come è andata lo scorso anno, la squadra di quest’anno è molto più profonda – sottolinea Panzini – abbiamo 10 giocatori che sono stati tutti protagonisti nelle rispettive squadre nella passata stagione, quindi a livello numerico questa Vigor è una squadra molto più importante. Due anni fa la squadra era molto forte ma manca quella componente di atletismo che abbiamo pagato nei playoff con Cagliari. Ma sono state, e lo è anche questa, tutte squadre fatte da giocatori consapevoli che venire a Matelica significa voler fare una stagione di alta classifica e provare a vincere. Poi sappiamo che l’imbuto per salire è molto stretto, ma chi viene qua sa a cosa si punta, a maggior ragione quest’anno: vedo ancora più carica e prospettiva futura in quello che si vuole fare».

Domenica la prima delle tante lunghe trasferte che aspettano la Halley quest’anno: quella sul campo della Tecnoeleva Bari. «Almeno metà delle squadre ha almeno 4-5 giocatori che conosci perché hanno fatto queste categorie per diversi anni, l’altra metà un po’ meno – finisce Panzini – per queste ultime è ancora più importante il lavoro di scouting che si fa in settimana. Bari ha almeno quattro giocatori importanti e che abbiamo affrontato negli anni passati e gli altri che invece andremo a scoprire. È un’incognita in più che si somma alla lunghezza della trasferta: arrivare a una partita dopo un lungo viaggio non è come farlo dopo un’ora di macchina. Domenica testeremo subito una di queste, lo scorso anno ne abbiamo avute solo un paio, quest’anno almeno 10. Ma dobbiamo essere bravi noi a superare ogni ostacolo: non deve essere una trasferta lunga a condizionarci, dobbiamo farci trovare pronti perché altrimenti rischiamo di buttare via un campionato. In settimana lavoriamo bene a livello tecnico-tattico, alle trasferte ci abitueremo».

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